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Film: domenica 1 febbraio, ore 18.00

29 gennaio 2009

Sarà proiettato il film "SANGUEPAZZO"

Ingresso gratuito per soci e familiari

         

  

Titolo originale: 

Sanguepazzo

Nazione: 

Italia

Anno: 

2008

Genere: 

Drammatico

Durata: 

150'

Regia: 

Marco Tullio Giodana

Trailer:           

www.sanguepazzo.it

 

Cast: 

Monica Bellucci, Luca Zingaretti, Alessio Boni, Maurizio Donadoni, Giovanni Visentin, Luigi Diberti, Paolo Bonanni, Mattia Sbragia, Alessandro Di Natale, Tresy Taddei

Produzione: 

BiBiFilm, Paradis Films, Orly Films

Distribuzione: 

01 Distribution

Data di uscita: 

Cannes 2008
23 Maggio 2008 (cinema)


Trama:
L'alba del 30 aprile 1945, cinque giorni dopo la Liberazione, vennero trovati nella periferia di Milano i cadaveri di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, giustiziati poche ore prima dai partigiani. Coppia celebre nella vita oltre che sullo schermo, Valenti e Ferida erano stati due divi di quel cinema dei "telefoni bianchi" che il fascismo aveva incoraggiato, incarnando quasi sempre personaggi ribaldi e negativi. Anche la loro vita privata era dominata dal disordine; entrambi cocainomani e, si diceva, sessualmente promiscui. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, quando il paese si spaccò in due e i tedeschi da alleati si trasformarono in esercito d'occupazione, Valenti e Ferida risalirono al Nord e aderirono alla Repubblica di Salò, ultima incarnazione della follia mussoliniana. Si stabilirono prima a Venezia, dove girarono fortunosamente qualche film, poi a Milano dove - arruolati in una banda di torturatori - si dettero alla borsa nera. Perlomeno queste erano le voci. Consegnatisi ai partigiani pochi giorni prima della Liberazione, i due negarono ogni addebito. Valenti giustificò i suoi traffici col bisogno continuo di stupefacenti, sminuì le presunte malefatte attribuendole alla diffamazione e all'invidia. Il Comitato di Liberazione pretese una punizione esemplare. Così calò il sipario su quei due attori un tempo celeberrimi; Valenti nel ruolo del villain, Ferida in quello della donna perduta. Chissà che alle dicerie che li rovinarono non abbiano contribuito proprio i film che ne avevano costruito la leggenda, proprio i personaggi riprovevoli tante volte incarnati sullo schermo.